Dodicimila metri di dislivello positivo concentrati in appena 130 chilometri non sono una statistica; sono una dichiarazione di guerra ai quadricipiti di ogni mortale.
Il Tot Dret e l'ossessione per il cronometro
Mentre i riflettori dei media tendono a spostarsi verso il gigantismo del TOR330, i puristi del trail running hanno lo sguardo fisso su Gressoney-Saint-Jean questo 15 settembre. Il TOR130 - Tot Dret si è consolidato come la gara più selvaggia e tecnica di tutta la Valle d'Aosta. Quest'anno, i rumors nei rifugi puntano a un serio assalto al record del tracciato. Con un terreno tecnico che non dà tregua e sezioni di single track dove sorpassare è una chimera, la gestione dello sforzo nei primi seimila metri sarà critica per non andare in crisi prima di vedere le luci di Courmayeur.
Cervinia e il battesimo di fuoco a 100 chilometri
La grande novità che sta agitando i forum tecnici è il consolidamento del TOR100 - Cervino Monte Bianco. Partendo da Breuil-Cervinia mercoledì 16, questa prova è diventata il ponte d'oro per chi cerca la mistica del Tor senza l'estrema privazione del sonno della distanza regina. Con 8.000 metri di ascesa, non è una gara di iniziazione; è un rompicapo spacca-gambe che percorre l'Alta Via 1. I corridori affronteranno un terreno di alta montagna dove il clima può mutare da un sole cocente a una bufera nel tempo necessario a sfilare l'antivento dallo zaino.
La trappola del Malatrà
Per chiudere la settimana, il 19 settembre, il TOR30 - Passage au Malatrà metterà alla prova la potenza esplosiva dei corridori di breve distanza. L'ascesa al Col de Malatrà, a quasi 3.000 metri di altitudine, funge da imbuto psicologico. Qui non c'è spazio per la tattica: è un'ascesa agonica seguita da una discesa vertiginosa verso il traguardo. Chi non domina la tecnica di discesa su terreni instabili perderà in dieci minuti quanto guadagnato in due ore di salita. La neve residua in quota e le previsioni di raffiche di vento da nord suggeriscono che il materiale obbligatorio sarà, più che mai, il miglior alleato per evitare l'ipotermia severa sulle creste più esposte.