Il caratteristico colore rosso della riolite vulcanica tornerà a tingere le falcate dei duemila corridori che questa domenica si danno appuntamento per la 16ª edizione del Trail Hermès Estérel. Nel cuore del massiccio, il vero giudice di pace sarà l'ascesa al Mont Vinaigre, il tetto della regione con i suoi 614 metri, un punto critico dove la gestione dell'acido lattico deciderà chi salirà sul podio nella distanza regina di 32 chilometri.
Il fattore tecnico del single track provenzale
Non lasciatevi ingannare dai numeri. Anche se il dislivello positivo di 900 metri nella prova di 32 km può sembrare abbordabile per i puristi dell'ultra, il terreno è un autentico spacca-gambe. Il tracciato alterna piste veloci a sentieri tecnici di single track dove la roccia smossa e le radici di erica esigono la massima concentrazione. Qui, una distrazione in una discesa tecnica può significare la fine della giornata prima ancora di raggiungere la mitica Chapelle Cocteau.
Strategia nel chilometro verticale nascosto
La novità di quest'anno risiede nello stato del terreno. Dopo le ultime piogge nella regione Provence-Alpes-Côte d'Azur, la polvere abituale ha lasciato il posto a un grip più solido, il che potrebbe polverizzare i record vigenti. Nella distanza di 24 km, con 700 metri di D+, la chiave sarà non bruciare tutto prima di metà gara; il passaggio sulle creste esposte al vento può causare una crisi monumentale se il ritmo iniziale è stato eccessivo.
L'organizzazione è stata tassativa sull'autosufficienza: non ci sarà nemmeno un bicchiere di plastica ai punti di ristoro. Ogni grammo conta e l'idratazione sarà critica, specialmente per chi sceglie le esplosive distanze di 10 km e 15 km, dove la frequenza cardiaca sfiorerà la soglia anaerobica fin dal primo chilometro. Il massiccio dell'Estérel non perdona chi sottovaluta la sua modesta altitudine sotto il sole del Mediterraneo.