Londra si prepara a un'edizione che sfida i manuali d'allenamento autunnali. Con il mercurio che minaccia i 24 gradi questa domenica 11 ottobre, la Royal Parks Half Marathon non sarà la solita corsa fresca tra le foglie secche. Per i 16.000 corridori che prenderanno il via da South Carriage Drive, la gestione dello sforzo e l'idratazione nei quattro punti di rifornimento previsti saranno più determinanti del ritmo di gara stesso.
Il cambio di main sponsor a favore di Oysho segna una nuova era estetica, ma la vera notizia è sull'asfalto. Dopo la vittoria dell'italiano Andrea Soffientini l'anno scorso in 1:09:53, il circuito, con appena 95 metri di dislivello positivo, si presentava ideale per l'assalto al cronometro. Tuttavia, questo caldo insolito per la capitale britannica in questo periodo potrebbe trasformare quello che è un tracciato pianeggiante e veloce in una vera caldaia, specialmente nei tratti aperti di Hyde Park e Kensington Gardens dove il sole colpirà senza tregua.
Non c'è tregua per il muro psicologico che solitamente appare dopo il passaggio davanti a Buckingham Palace. Gli atleti d'élite dovranno monitorare attentamente i propri watt e non lasciarsi trasportare dall'euforia delle strade chiuse al traffico. In un evento dove il drafting nei gruppi di testa solitamente permette di limare secondi vitali, la strategia di gara quest'anno vira verso la sopravvivenza termica. Chi cerca il proprio primato personale dovrà essere conservativo nella prima metà, evitando una crisi prematura prima di affrontare il serpeggiante tratto finale attraverso The Green Park e St James's Park.
L'organizzazione ha potenziato i punti acqua e mantiene il suo fermo impegno per la sostenibilità, permettendo ai corridori di rinunciare alla maglia tecnica per piantare vegetazione acquatica nel lago Serpentine. Un gesto necessario in uno sport sempre più condizionato dalla crisi climatica, che questa domenica costringerà molti a rivedere i propri obiettivi cronometrici. In una mezza maratona nota per essere un rompigambe leggero ma costante a causa delle sue curve strette, il nemico stavolta non sarà la pendenza, ma il termometro.