L'ombra dell'edizione 2024, cancellata dal calendario da un maltempo implacabile, aleggia ancora sul parco chiuso di Castellane. Per noi veterani che maciniamo chilometri nell'Alta Provenza, l'Alpes Verdon Tour di questa domenica non è solo una granfondo di media montagna; è un conto in sospeso con la meteorologia e con un tracciato che non perdona chi non ha fondo nelle gambe.
Il ritorno ai passi leggendari
Dopo la mazzata della sospensione di due anni fa, l'organizzazione ha blindato la logistica per assicurare che il gruppo possa attaccare il Grand Parcours. Parliamo di 123,5 chilometri con un dislivello accumulato di 2.050 metri che, sulla carta, sembrano gestibili, ma che nascondono un profilo spaccagambe capace di mandare in tilt anche il ciclista più preparato. Il passaggio sul Col de Saint-Barnabé e le rampe che portano verso il Var richiederanno una gestione millimetrica dei watt sin dalla partenza.
Per chi preferisce evitare il muro psicologico dei 100 chilometri, il Petit Parcours offre 97 chilometri e 1.500 metri di ascesa. Non fatevi ingannare dal nome: resta una giornata di puro ciclismo alpino dove stare a ruota e sfruttare il drafting nelle valli di avvicinamento sarà vitale prima di affrontare le salite più tecniche. La chiave sarà non bruciare troppe energie prima di arrivare nei pressi del Lac de Castillon, dove il vento solitamente soffia contrario.
Record in vista o tattica di sopravvivenza?
Con le iscrizioni quasi sold-out, la vera notizia è la conferma di un fronte di alta pressione che, finalmente, garantisce asfalto asciutto. Questo apre la caccia al tempo per scendere sotto le quattro ore nel percorso lungo, un crono che pochi hanno sfiorato in condizioni di gara reali. La battaglia non sarà solo per il podio, ma nell'evitare la temuta crisi negli ultimi 20 chilometri, una zona di falsopiano che storicamente ha emesso i verdetti finali in questa prova della regione Provence-Alpes-Côte d'Azur.
L'Alpes Verdon Tour si è consolidata come il fiore all'occhiello della Challenge Granfondo Alpes-Maritimes. Senza tratti in pavé o pendenze impossibili al 20%, la sua durezza risiede nella continuità, in quel gocciolamento costante di dislivello che finisce per svuotare i serbatoi di glicogeno se non si rispetta il ritmo di crociera dal chilometro zero.