Il muro delle 23 ore, 50 minuti e 42 secondi pende da un filo sui sentieri tecnici di Pontedilegno-Tonale. Dopo quindici anni passati ad analizzare il logorio fisico nell'ultra-distanza, raramente si è percepita una tensione così tangibile come quella che circonda quest'anno l'Adamello Ultra Trail 170 km. Non è solo la distanza regina; è la sfida tecnica dei suoi 11.500 metri di dislivello positivo ad aver attratto un parterre di élite pronto a frantumare il crono storico di Peter Kienzl su un tracciato che non concede tregua.
Lo spacca-gambe della Lombardia
Vezza d'Oglio diventa questo venerdì 25 settembre l'epicentro di una battaglia tattica dove la gestione dell'acido lattico nei primi 60 chilometri determinerà chi sopravviverà alla notte. Il percorso della 100 miglia è un museo bellico a cielo aperto, transitando per le trincee della Grande Guerra, ma per i top runner il paesaggio è secondario rispetto alla verticalità di passi come la Forcellina di Montozzo. Le voci nel paddock indicano che lo stato del terreno, dopo le recenti piogge, ha reso i single track particolarmente tecnici, favorendo i corridori più abili nelle discese aggressive.
La gestione dello sforzo nelle distanze brevi
Mentre i riflettori sono puntati sull'ultra, l'Adamello Trail 100 km con i suoi 6.050 metri di ascesa si preannuncia come la gara più esplosiva del weekend. Qui non c'è spazio per il risparmio; è uno sprint di resistenza dove il passaggio al ristoro di Passo Tonale di solito emette la sentenza definitiva. Parallelamente, l'Adamello Half Trail 60 km ha visto un incremento del livello degli iscritti, diventando il test definitivo per quegli specialisti delle skyrace che cercano il salto sulla lunga distanza senza dover ancora affrontare la crisi psicologica della notte fonda.
Sabato 26, l'azione si sposta a Monno per l'Adamello Short Trail 35 km. Con 2.200 metri di dislivello in un tracciato molto più nervoso, questa prova obbligherà gli atleti a mantenere battiti costanti in soglia anaerobica. Il meteo in Lombardia prevede un importante calo termico durante la notte di venerdì, un fattore che potrebbe compromettere l'idratazione e la termoregolazione di chi punta al podio nella distanza massima. La chiave sarà la capacità di adattamento sulle creste esposte, dove il vento dell'Adamello presenta spesso conti salati ai corridori che rischiano con materiale troppo leggero.